IT’S NOT FOR YOU

a cura di Tiberio Cattelani e M.Letizia Paiato

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Bologna 15 gennaio > 20 marzo 2015

IT’S NOT FOR YOU: non è una mostra per tutti! Lo Studio Cloud 4 per i giorni di Arte Fiera, con questo paradigmatico titolo, che fa il verso alla canzone di Bob Dylan If not for you (se non fosse per te), nel ribaltarne il senso quasi intimando: “se non è per te è per qualcun altro…”, sottolinea ancora una volta la sua intrinseca poetica di cane sciolto dell’ambiente contemporaneo bolognese, organizzando questa collettiva dall’aspetto invernale e nascosto.

Scevra da alcuna inaugurazione, la mostra vede protagonisti alcuni tra i più evanescenti artisti degli ultimi decenni, italiani e stranieri, affiancati dalle ricerche di creativi formatisi negli anni Novanta del Novecento e da quelle condotte da giovani emergenti. L’esposizione presenta uno spaccato di arte che attraversa diverse generazioni e mostra differenti modi d’intendere l’opera, mettendo in luce un’eterogeneità di forme, soggetti e interessi, che rivelano quella ramificazione di ricerche che, nell’ultimo ventennio, sono diventate la cifra distintiva della contemporaneità.

Introducono la mostra una serie di scatti del celebre fotografo Luigi Ghirri, paesaggi sospesi di grande astrazione mentale dove si percepisce l’importanza della figura umana, sebbene spesso non presente, fronteggiati da alcune stampe di Francis Bacon, il “maledetto pittore dell’uomo”, attanagliato tutta la vita dalla deformazione, diventata la sua cifra distintiva.

Un controverso abito sacerdotale pende a un lato dello studio. È un’opera del viennese Hermann Nitsch, che come in sue molte altre creazioni utilizza schizzi di sangue evocando il paradosso che lega il sacro al profano e risveglia, nel colore rosso, l’idea del sacrificio e della passione. Campana Silencio (Big), da far suonare quando serve concentrazione e Crying stone, una pietra di marmo di Verona contenuta in un’apposita scatola di legno trasportabile, che serve quando si desidera avere una ragione per piangere, sono le opere del danese Eric Andersen, il cui nome si associa al movimento Fluxus. Così come quello del tedesco Konrad Balder Schäuffelen, qui rappresentato con una scultura – rompicapo – formata da tre triangoli intrecciati e saldati fra loro, e di Yoshi Wada, artista e musicista giapponese residente a New York, in mostra con un suo riconoscibile “corno pipa”, uno strumento musicale realizzato saldando tubi metallici e utilizzato in azioni d’improvvisazione musicale su sue stesse composizioni.

L’anarchia artistica, il fare sperimentale quasi irriverente, sotteso alle opere di questi artisti, permea anche in quelle di Emilio Prini (una semplice busta sulla quale interviene con la sua scrittura e una mappa/progetto di una sua esposizione) e Gino De Dominicis, quest’ultimo presente con un’enigmatica immagine fotografica in bianco nero di una fontana, al bordo della quale è evocata l’evanescente quanto l’improbabile sagoma gialla di una figura umana. L’atmosfera da luogo fantasma o stranamente bloccato nel tempo – senza tempo – rimbalza nello scatto di Elisabetta Benassi, suggerendo implicitamente domande tanto sulla condizione e l’identità dell’uomo quanto sul rapporto col passato storico, leitmotiv della sua poetica. Un tempo indefinito blocca i volti di Elena Hamerski e Stefano Stagni, fissati nelle fotografie che li ritraggono in pose di rinascimentale memoria. Sono immagini che rappresentano anche un segno della loro precedente esperienza artistica condivisa in questo stesso luogo, una traccia del prima che si materializza, rinnovandosi nel presente. Sono due figure, un fotografo e una giovane artista, presenti anche con un’inedita installazione, quella di Stagni intitolata Metamorfica(Land_scape) e un progetto video e audio dedicato al valore della pittura. La pittura è bellissima della Hamerski, da stimolo per il pensiero si fa adesivo gadget da infilare in tasca o appiccicare in giro per non far dimenticare che la vita, in fondo, necessita di poesia. E sul piano della poesia si mostrano a chi guarda i due dipinti dedicati alla luna, UP1407 (Moon) e UP1604 (Moon) di Stefano W. Pasquini. Artista, scrittore e curatore, negli ultimi anni Pasquini ha incentrato la sua ricerca sul concetto di “orizzontalità creativa”, mostrando nell’approccio alla pittura la possibilità di una sua attualizzazione, attraverso un gesto, veloce e nervoso, che ribalza dal soggetto allo spettatore creando un’empatia talvolta contemplativa talvolta repulsiva, come nel caso delle lune, capaci al contempo di suscitare romanticismo o paura. Infine, ai temi del viaggio, del tempo passato e perduto, finanche del mito, guardano le opere di Lucia Lamberti, temi che l’artista declina nell’ottica della “persistenza”. I suoi Luft, dirigibili impeccabilmente dipinti ad acquerello su carta fatta a mano, sono tracce invisibili di quel che è stato, tracce che affiorano dalla memoria, individuale o sociale, e dall’interiorità. Un’invisibilità che è al contempo la trama che attraversa tutte le cose e che le sostiene nel loro esserci e che lega inspiegabilmente tutti gli artisti presenti in questa mostra. Chiude IT’S NOT FOR YOU l’opera Non avrà fine 2014-2016 _ Romania, un originale cappello di Giovanni Mundula, artista che dell’invisibilità ha fatto il suo vezzo, tanto che rintracciare pubblicate sul web le sue opere non è semplice, sicché vederle dal vivo sublima l’esperire dell’arte in modo frontale e sincero.

Il percorso espositivo ha volutamente un taglio trasversale nella quotidianità, un taglio che rivela come la pratica artistica e la ricerca siano ancora mosse da energie inaspettate, dove la sorpresa davanti ad una riflessione sull’arte rimane il punto focale su cui dirigere il nostro pensiero evocativo. L’opera – e la nostra reazione dinnanzi a lei – è il contenitore più intriso dell’energia dell’artista, e questo è verificabile solamente davanti all’opera stessa, sia essa di secoli addietro che costruita avantieri.

La mostra è curata da Tiberio Cattelani e M. Letizia Paiato.

Dal 15 gennaio al 20 marzo 2016

aperto tutti i giovedì dalle 16 alle 19, e su appuntamento 051-19986982

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con il patrocinio di:

 

Studio Cloud 4
Via Giuseppe Parini 4/a
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INNESTI – Elena Hamerski e Stefano Stagni

Innesti / Graftings – Elena Hamerski and Stefano Stagni

a cura di Stefano W. Pasquini

Innesti-ElenaHamerski-StefanoStagni

Un fotografo commerciale, co-curatore di uno spazio d’arte contemporanea, ed un’artista si incontrano forzatamente, uniti dalla volontà di un curatore di farli collaborare insieme. Poco hanno in comune, ma l’entusiasmo prende il sopravvento, soprattutto per le diverse competenze che hanno la potenzialità di fare andare il lavoro in una direzione nuova, altra.
Innesti è una sorta di gioco d’arte e fotografia contemporanea in cui i due artisti collaboreranno insieme facendo uso delle poetiche e degli interessi reciproci, creando un progetto transgenerazionale che ci sorprenderà.

Innesti / Graftings

An exhibition by Elena Hamerski and Stefano Stagni
curated by Stefano W. Pasquini

A commercial photographer, co-curator of a contemporary art space, and an artist are forced to meet up, united by the will of the curator to make them collaborate. They have little in common, but enthusiasm springs up and their diverse competences and backgrounds becomes fertile ground to make the work go towards an unexpected, new direction.
“Innesti / Graftings” is a sort of game of art and contemporary photography where both artist collaborate using each other’s poetics and interests, meeting up into a transgenerational project that is bound to surprise us.

Opening sabato 10 ottobre 2015, ore 16.00 – 19.00
dal 10 ottobre al 15 novembre 2015

In occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI

http://www.amaci.org/gdc/undicesima-edizione/innesti-elena-hamerski-e-stefano-stagni 

Step 015 / Remake

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Step 015 / Remake

a cura di Lelio Aiello

Studio Cloud 4

opening > Giovedì 25 giugno – ore 20.00

25.06.15 > 17.07.15

GALLLERIAPIÙ

opening > Mercoledì 1 luglio – ore 18.30

01.07.15 > 15.07.15

Giunge alla quarta edizione il progetto Step a cura di Lelio Aiello. Gli studenti del triennio e del biennio di Pittura e del triennio di Fotografia, Cinema e Televisione dell’Accademia di Belle Arti di Bologna presentano in una mostra conclusiva i loro lavori realizzati nei corsi di Linguaggi Multimediali, Tecniche e Tecnologie delle Arti Visive e Problemi espressivi del Contemporaneo tenuti da Lelio Aiello.

Come per l’edizione precedente, Step 015 si articolerà in diverse tappe e offrirà agli studenti la possibilità di uscire dagli spazi deputati dell’Accademia per confrontarsi con due differenti luoghi dell’arte contemporanea bolognese. Studio Cloud 4 è uno spazio indipendente gestito da artisti e fotografi, che ha già ospitato con successo l’edizione 2014. Per la prima volta invece gli studenti avranno l’occasione di esporre i loro lavori in una delle galleria d’arte contemporanea di Bologna, GALLLERIAPIÙ, che si distingue per l’attenzione alla ricerca e alla multidisciplinarietà.

Il tema dell’edizione 2015 è il Remake. Dalla mera copia allo stravolgimento dell’opera d’arte. Il progetto indaga il complesso rapporto tra l’originale e il suo doppio, sondando la categoria della citazione nel suo senso più ampio e profondo. Remake come operazione di traduzione che rinnova la costante del rifacimento, della rilettura, della reinterpretazione. Spostamento di fuoco da cui si origina un lessico di analogie, differenze e rimandi che si apre nello scarto estetico e concettuale tra l’originale e la sua rielaborazione.

Studio Cloud 4: Emma Bardiani, Lavinia Bolognini, Paolo Bufalini, Gaia Cafiso, Filippo Cecchini, Tiziana DeFelice, Delia Dellisanti, Arash Fesharaki, Emi Giovannini, Jesse Gobbi, Elena Grossi, Ilaria Lavagnini, Dina Loudmer, Matteo Messori, Qui Mian, Andrea Pasqualini, Satihyan Rizzo, Wang Shengjie, Zhang Shiyu, Carmen Terlizzi

 

GALLLERIAPIÙ: Davide Bartolomei, Gerardo Brendari, Licia Carpi, Marco Casella, Alessandra Cecchini, Simona Coladangelo, Jessica Colleluori, Giovanni D’urso, Anna Fantuzzi, Lucia Fontanelli, Alice Gangemi, Marta Garcia, Cristina Giannotta, Guido Luciani, Saba Masoumian, Aurora Montecchio, Mattia Pajè, Gaia Pepe, Bianca Peruzzi, Sara Porfido, Daniele Pulze, Simone Tacconelli, Manuela Tommarelli, Leonardo Ustariz

 

Un progetto ABAbo

 

Studio Cloud 4

via Giuseppe Parini 4/a, 40129 Bologna

www.studiocloud4.net; studiocloud4@paolostefano.com; +39 05119986982

su appuntamento dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18

 

GALLLERIAPIÙ
Via del Porto 48 a/b, 40122 Bologna
www.gallleriapiu.com; info@gallleriapiu.com; +39 0516449537
orario estivo: lun 11-19; mar e mer 14,30-19,30; gio e ven 12-20

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IMAGE NO – Giorgio Sadotti & Elizabeth Wright

Una doppia mostra personale / a double solo show

Giorgio Sadotti & Elizabeth Wright

Non un portatile, una scultura, una copia, un surrogato cavo, inapribile, una cosa rovinata.

Senza elettricità né dati, questi calchi dipinti continuano ad attrarre te e la tua attenzione.

Non una vera orgia di poster ma immagini che mancano di fuoco, quasi astratte, della dimensione in cui dovrebbero essere.

Essere contemporanei, essere rilevanti facendoli essere quello che saranno; da Playboy Magazine, aprile 1970 ad adesso.

Entrambi gli atteggiamenti vietano l’accesso ai loro rispettivi set di informazioni o immagini.

No immagine.

Immagine no.

Not a laptop, a sculpture, a copy, a surrogate hollowed out unopenable and bruised thing.

Lacking both power and data these painted plaster casts still hold you and your attention.

Not a veritable orgy of posters but pictures lacking in focus, verging on the abstract, being the size they should be.

Being contemporary, being relevant by letting them be their future selves; from playboy magazine april 1970 to the present.

Both attitudes deny access to their possible respective sets of information or imagery.

No image.

Image no.

Opening venerdì 24 aprile 2015 ore 20.00

Dal 24 aprile al 10 giugno 2015

A seguire concerto esclusivo della band GIORGIO SADOTTI, Londra

Aperto dal lunedì al venerdì su appuntamento 051-19986982

Pacchetto stampa scaricabile su www.psq1.com/studiocloud4/press/Sadotti-Wright.zip

In contemporanea la ToyWith.it Minigallery

ospita QUIEREMOS MMIV

opera di Elia

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Giorgio Sadotti

Giorgio Sadotti

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Claudio Serrapica – Di solito così non si fa

Senza Titolo, Senza data, anni 70

Claudio Serrapica

Di solito così non si fa

A cura di Paolo Frascaroli, Stefano W. Pasquini e Stefano Stagni

Lo Studio Cloud 4 è lieto di presentare una nuova mostra personale del fotografo Claudio Serrapica (1940-1994) a vent’anni dalla sua scomparsa. Nato a Napoli nel 1940, si sposta a Bologna nei primi anni ’60 per diventare un testimone importante di performance di artisti quali Marina Abramovic e Ulay, Fabio Mauri, Pier Paolo Calzolari, Hermann Nitsch ed aprire uno studio fotografico che vede l’apice del suo successo negli anni ’80.

La scelta delle immagini in mostra, operata dai compagni di avventura di Claudio, questa volta è arbitrariamente incentrata sulla parte più erotica e surreale della ricerca di Serrapica. Mentre il suo lavoro commerciale procedeva con successo, Claudio non poteva evitare di scattare foto “a lato”, spesso coinvolgendo le persone attorno agli shooting. Da qui il titolo della mostra, con opere che rivelano il suo stato d’animo più intimo, emozionando lo spettatore, e facendoci rivivere le atmosfere ormai esotiche dell’Italia degli anni ’70.

La mostra contiene una ventina di scatti, alcuni dei quali originali, altri ristampati coi procedimenti analogici del tempo dai colleghi dello studio fotografico per conservare l’atmosfera originale dell’epoca.

Opening venerdì 16 gennaio 2015 ore 18.30

dal 16 gennaio al 20 marzo 2015

aperto su appuntamento 051-19986982

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Comune

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I diari delle medie – Opening 26 settembre 2014

 

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I diari delle medie

A cura di Elena Grossi e Stefano W. Pasquini

Giulia Bonora, Ivana Ceccoli, Federico Croci, Michela Degli Angeli, Alma Fantin, Enrico Farnedi, Elena Grossi, Silvia Grossi, Riccardo Lolli, Katia Morichetti, Alice Muccichini, Adriano Nardi, Simona Paladino, Laurina Paperina, Chiara Pizzimenti, Stefano W. Pasquini, Estrema Riluttanza, Maria Cristina Serafini, Adriana Torregrossa ed altri

Non c’è dubbio che l’adolescenza sia un momento importante della nostra vita, e spesso, in quegli anni, si delinea quello che sarà il nostro futuro, che ancora non possiamo conoscere. Alle scuole medie, inferiori e superiori, il diario era la cosa più rappresentativa di quello che eravamo e, forse, di quello che saremmo diventati.

Lo Studio Cloud 4 di Bologna inaugura il 26 settembre una mostra di una trentina di diari delle medie e medie-superiori che raccoglie la potenzialità creativa di personaggi che sono poi diventati artisti, musicisti, cantautori, scrittori, ingegneri, fotografi o ancora studenti.

Il diario, che in sé è un oggetto comune, prodotto in serie, diventa quindi espressione di identità: si pesca dall’iconografia collettiva, dalla musica, dai personaggi, dai libri irrinunciabili (infatti i diari traboccano di biglietti di concerti, del cinema, di foto celebrità, di citazioni, di poesie, di vignette, attaccati con la colla stick), ma, nell’atto della scelta di questi frammenti, comincia già a determinarsi e ad evidenziarsi una visione personale.

Questo materiale, incollato con dedizione alle pagine del diario, può essere visto come un puntello, un elemento già consolidato a cui appoggiarsi nell’insicurezza dell’adolescenza, per poi partire in autonomia. Quello che è veramente interessante, in questi diari, è infatti quello che fiorisce tutto attorno ai frammenti e alle citazioni: la sperimentazione del proprio originale talento.

Ci sono, ad esempio, tanti, tantissimi disegni fatti con tutti i mezzi a disposizione: pennarelli colorati e Uniposca; ci sono miniere di capolettera trionfali, di alfabeti sperimentali, tipografia fiammeggiante e appariscente; ci sono racconti e poesie; c’è la musica; c’è la politica; ci sono le foto proprie e dei propri amici, quelle della gente famosa, ritoccate, sovrascritte e decorate con tutti i mezzi creativi a disposizione, in epoca predigitale.

In questi segni c’è quello che si era allora, ma, assecondati e coltivati, e senza necessariamente una piena consapevolezza, c’è anche tanto di ciò che si è diventati. Una sorta di nostalgia proiettata nel futuro, una potenzialità intrinseca della creatività che ci accomuna, indipendentemente da quello che siamo poi diventati o che diventeremo.

Opening venerdì 26 settembre 2014 ore 18.30

dal 26 settembre all’8 novembre 2014

aperto giovedì 16-19 e su appuntamento 051-19986982

In contemporanea la ToyWith.it Minigallery

ospita la mostra personale di

Elisa Bertaglia

Let’s make like a tree. (Parte tre)

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Comune

 

Step/014 – escursioni

Step/014  escursioni
a cura di
Lelio Aiello e Massimo Marchetti
inaugurazioni:
Studio Cloud 4
venerdì 16 maggio – ore 18,30
Musée de l’OHM
sabato 17 maggio – ore 17,00
Spazio Novella Guerra
domenica 18 maggio – ore 11,00
Per il terzo anno consecutivo, i corsi di Tecniche e tecnologie e Linguaggi multimediali dell’Accademia di Belle Arti di Bologna tenuti da Lelio Aiello presentano Step/014 – escursioni, una mostra conclusiva dei lavori realizzati dai propri studenti del triennio e del biennio specialistico del Dipartimento di Arti visive.
A differenza delle edizioni precedenti, Step/014 – escursioni si articolerà in tre tappe e, soprattutto, uscirà dagli spazi deputati dell’Accademia per confrontarsi con tre differenti tipologie di luoghi dell’arte dell’ambito bolognese diretti da artisti, realtà che negli ultimi anni si sono affermate come esperienze indipendenti che fanno del dialogo e della collaborazione con le istituzioni una delle ragioni principali della loro azione sul territorio. Dopo aver scelto di ragionare su uno tra cinque termini-chiave ricavati dalla discussione sui lavori precedenti dell’intero gruppo – zone, momenti, rapporti, attitudini e proporzioni – ogni studente ha realizzato un’opera appositamente pensata per questa occasione. Si tratterà quindi di una mostra realmente sperimentale, di un primo confronto a cui si sottopongono questi studenti con la realtà professionale del mondo dell’arte e con uno spazio dai caratteri peculiari non protetto da sguardi esterni.
Da venerdì a domenica, Studio Cloud 4 di Stefano W. Pasquini, Stefano Stagni e Paolo Frascaroli, Musée de l’OHM di Chiara Pergola e Spazio Novella Guerra di Annalisa Cattani ospiteranno dunque le tre tappe del progetto curate da Lelio Aiello e Massimo Marchetti.
In particolare, allo Studio Cloud 4 sarà presentato un primo gruppo di studenti del Triennio composto da Pierpaolo Andraghetti, Fernanda Bertero, Greta Bimonte, Elena Busni, Matteo Capirossi, Alessandra Carta, Lucia Falcone, Guan Jiabao, Guo Yin Jiang, Nina Khaldi, Eleonora Luccarini, Carlo Alberto Lucioni, Elena Pin, Gabriella Presutto, Lucrezia Roncadi e Sen Xiao;
al Musée de l’OHM gli allievi del Biennio Specialistico Barbara Cardella, Debora Cavazzoni, Astridur Josefina Olafsdottir, Giada Patarini, Martina Scalvini e Rui Zhang;
e infine allo Spazio Novella Guerra il secondo gruppo del Triennio con Irene Adorni, Iside Calcagnile, Luisa Cipolla, Dina Derek, Gabriella Fiorentino Monaca, Lara Lungaro, Francesca Montarelli, Jessica Passarini, Lisa Redetti, Alessandro Spendicato ed Ekaterina Voronkina.
Le tre mostre saranno visitabili fino al 31 maggio 2014
Un progetto di AbaBo – Dipartimento di Arti Visive
Studio Cloud 4
via Giuseppe Parini 4/a – Bologna
Musée de l’OHM
c/o Museo Civico Medievale
via Manzoni 4 – Bologna
Spazio Novella Guerra
Via Bergullo 15 – Imola
Studio Cloud 4
Via Giuseppe Parini 4/a
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